Laurearsi in Italia: quanto conviene e quali sono le migliori facoltà

Laurearsi in Italia: quanto conviene e quali sono le migliori facoltà

Laurearsi in Italia conviene? In Italia il 65% dei giovani diplomati decide di iscriversi all’università. La laurea arricchisce dal punto di culturale e porta vantaggi sul mondo del lavoro. Ma a quanto ammontano dal punto di vista reddituale ed occupazionale questi vantaggi? E quali sono le differenze fra le diverse facoltà?

I rapporti di Almalaurea e JobPricing ci permettono di rispondere con chiarezza a queste domande.

Laureati in Italia: Reddito e probabilità di trovare un impiego.

JobPricing inizia il proprio report con una affermazione scioccante: in Italia solo il 19% della popolazione è in possesso di una laurea, contro la media dei paesi OCSE del 37%. Un gap che si spiega anche e non solo con un diverso ritorno sull’investimento: la media OCSE dei laureati guadagna il 57% in più di chi è in possesso di un titolo d’istruzione secondaria superiore, contro il 39% in più dei laureati in Italia.

L’Italia è anche fra i peggiori paesi OCSE come disoccupazione giovanile e numero di NEET (giovani che non lavorano o studiano, Not in Education, Employment or Training). Tuttavia, fra i 3 milioni di giovani NEET fra i 15 ed i 34 anni, solo il 18% è in possesso di una laurea (il 26% di questi ha un diploma di licenza media).

Ma qual è la probabilità di essere occupati dopo aver conseguito una laurea? Ci viene incontro Almalaurea, che sottolinea come per il 2019 l’89% dei laureati di primo livello (ciclo triennale)  e l’87% dei laureati di secondo livello (magistrale a ciclo unico o biennale)  ha un’occupazione a 5 anni dalla laurea.

Laurea% di occupati ad un anno% di occupati a cinque anni
Laurea di primo livello74%89%
Laurea di secondo livello72%87%
Fonte: XXI indagine Almalaurea sulla condizione occupazione dei laureati

Non sono tuttavia da sottovalutare le differenze di genere e residenza all’interno di questi dati. Un uomo laureato ha il 19% in più di probabilità di essere occupato rispetto ad una donna laureata. I laureati residenti al Nord hanno il 40% in più di probabilità di essere occupati rispetto ai pari livello residenti al Sud.

Dal punto di vista reddituale un laureato di primo livello arriva a guadagnare in media 1.210 Euro netti ad un anno dal conseguimento della laurea, cifra che sale a 1.351 Euro a 3 anni e a 1.418 Euro a 5 anni.
Un laureato di secondo livello guadagna invece 1.285, 1.393, 1.499 Euro rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dalla laurea.

LaureaRetribuzione netta un annoRetribuzione netta tre anniRetribuzione netta cinque anni
Laurea di primo livello1.2101.3511.418
Laurea di secondo livello1.2851.3931.499
Fonte: XXI indagine Almalaurea sulla condizione occupazione dei laureati

E i laureati in Italia che lavorano all’estero? In media, percepiscono 450 Euro in più rispetto ai loro omologhi che lavorano nel Belpaese. La differenza tuttavia non tiene conto di eventuali aggravi sul costo della vita.

Laureati vs non laureati: qual è la differenza di reddito?

Nelle ricerche di JobPricing la RAL (=retribuzione annua lorda) di un laureato magistrale è del 28% più alta di un diplomato di scuola superiore. Per chi ha un master di II livello la RAL sale del 37% rispetto ad un diplomato.

Stupisce tuttavia notare come ci sia scarsa differenza fra reddito percepito da un diplomato ed un laureato triennale. Questa differenza si può forse spiegare con il fatto che dopo la riforma del 1999, che ha “spezzato” diversi cicli unici quinquennali in lauree 3+2, non c’è stato un immediato apprezzamento del mercato per i laureati triennali, con stipendi offerti in linea rispetto a quelli di un diplomato. Jobpricing suggerisce come negli ultimi anni questa tendenza stia cambiando, con % di incremento stipendio molto dinamiche per i laureati triennali rispetto alle altre categorie.

IstruzioneRal 2019 (EUR)% gap/incremento vs Laurea magistrale% gap/incremento vs Master II livello
Scuola dell’obbligo25.421-39%-46%
Diploma di scuola professionale26.766-36%-43%
Diploma di media superiore30.006-28%-37%
Laurea triennale29.698-29%-37%
Master I livello41.352-1%-13%
Laurea magistrale41.833-12%
Master II livello47.298+13%
Fonte: Rapporto osservatorio Jobpricing 2020

Laurea: Quale facoltà scegliere?

Se abbiamo capito che laurearsi ha degli indubbi vantaggi dal punto di vista occupazionale e reddituale, anche se meno rispetto alla media dei paesi OCSE, quali sono le migliori facoltà?

Dal punto di vista occupazionale le lauree in medicina, ingegneria, chimica-farmaceutica e del settore scientifico sono avvantagiate. Chi fa fatica, sono invece i laureati in psicologia, giurisprudenza e letteratura.

Ma veniamo alle differenze reddituali: un laureato in Ingegneria Gestionale, con i suoi 32.665 Euro di RAL fra i 25 e i 34 anni, si piazza al primo posto come RAL media e percepisce oltre il 25% in più di un laureato in Lingue e letterature straniere moderne (fanalino di coda della classifica stilata da JobPricing, con i suoi 26.086 Euro di RAL).

I laureati in Scienze Economiche, percepiscono il 3% in meno rispetto ai laureati in Ingegneria Gestionale.

Fonte: Rapporto osservatorio Jobpricing 2020

Interessante anche notare le traiettorie di aumento dello stipendio: da 25-34 anni a 45-54, un laureato in Ingegneria Chimica e dei Materiale vede un aumento dell’87% (appena sopra Ingegneria Gestionale, 86%) mentre un laureato in Scienze dell’Antichità solamente del 26%.

Conclusioni

Laurearsi conviene, anche se in Italia l’incremento di stipendio è inferiore rispetto ad altri paesi. Scegliere la facoltà giusta può senza dubbio aiutare, ma attenzione, mai dimenticarsi delle predisposizioni individuali di ciascuno.

È del tutto deleterio iscriversi ad Ingegneria Gestionale se si ha una passione per la pedagogia. Finire parecchio fuori corso, interrompere gli studi e soprattutto svolgere una professione che non ci rende felici è senza dubbio una sorte peggiore che percepire una RAL inferiore rispetto ad un proprio coetaneo meglio posizionato sul mercato.

Condividi

Lascia un commento