American Rescue Plan Act: i dettagli del piano di aiuto USA da 1.900 miliardi di dollari

American Rescue Plan Act: i dettagli del piano di aiuto USA da 1.900 miliardi di dollari

Gli USA approvano l’American Rescue Plan Act, un pacchetto di stimolo all’economia che vale 1.900 miliardi di dollari.

I risvolti di questo bazooka voluto da Biden son tutti da capire. Un tale intervento di stimolo fiscale si è raramente visto in un’economia con bassi tassi d’interesse come quelli attuali.

Pacchetti di stimolo contro il Covid: un confronto fra paesi.

Per capire l’entità dell’American Rescue Plan Act voluto da Biden e dal Partito Democratico statunitense, è necessario osservare quanto hanno fatto gli altri paesi per contrastare la crisi economica provocata dalla pandemia.

Tali confronti comportano qualche difficoltà. La prima, sta nel delineare quali misure sono specificamente costruite per contrastare gli effetti economici negativi provocati dal COVID-19 e quali di queste invece sarebbero state presenti comunque. Il confine non è sempre così netto, in quanto diversi paesi hanno potenziato/esteso ammortizzatori sociali che esistevano già prima della crisi.

Il secondo problema sta nel fatto che diversi paesi hanno utilizzato un mix di politiche che non prevedono esclusivamente uno stimolo fiscale (ossia non solo trasferimenti monetari dagli stati a determinati soggetti privati). Rientrano negli aiuti anche misure di miglior accesso al credito, rinvio di scadenze fiscali, estensione di tutele e così via. Misure quindi eterogenee e difficilmente comparabili.

Tenendo in considerazione queste criticità, gli economisti Ceyhun Elgin, Gokce Basbug ed Abdullah Yalaman hanno provato a misurare per diversi paesi gli stimoli fiscali erogati dall’inizio della pandemia, in percentuale del PIL 2019. L’analisi prende quindi in considerazione i soli trasferimenti monetari degli stati. Il dataset è aggiornato a metà febbraio 2021, pertanto alcuni dati potrebbero essere non del tutto attuali, ma il Washington Post ha aggiunto a questi lo stimolo USA da 1.900 miliardi di dollari appena approvato dagli USA. Di seguito la comparazione che ne viene fuori, per alcune delle nazioni più significative presenti nell’analisi.

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Fonte: Elgin, Basbug e Yalaman. Washington Post.

Secondo i dati, gli USA sarebbero i secondi al mondo per stimoli fiscali in % del PIL. I dati statunitensi prendono in considerazione anche gli stimoli approvati durante l’amministrazione Trump. In termini assoluti, non c’è paragone alla potenza di fuoco erogata dagli Stati Uniti a contrasto del COVID-19, basti pensare che l’economia statunitense è oltre quattro volte quella giapponese in termini di PIL.

I dettagli dell’American Rescue Plan Act da 1.900 miliardi

L’American Rescue Plan Act da 1.900 miliardi di spesa pubblica elargito dagli Stati Uniti andrà a coprire aree molto differenti.

Con l’aiuto di Market Watch vediamo le principali aree di intervento.

  • Pagamenti alle famiglie: include il discusso assegno da 1.400 dollari a persona per tutti i contribuenti con reddito inferiore a 75.000 dollari (150.000 dollari a famiglia, sempre con 1.400 dollari per persona). Ricordiamo che gli USA hanno già versato nel 2020 assegni da 1.200 e 600 dollari a persona, per determinate fasce di contribuenti.
  • Aiuti a stati ed enti locali: aiuti dal governo federale agli stati, che hanno subito una riduzione delle tasse versate dai cittadini.
  • Estensione sussidi di disoccupazione: include un aumento di 400 dollari a settimana per l’assegno di disoccupazione, oltre ad altri programmi di sostegno per i disoccupati.
  • Sussidi per scuole: spesa per accelerare la riapertura delle scuole in tutti gli USA.
  • Sussidi per la lotta al COVID-19: include una serie di misure per migliorare i test, oltre a migliorare la campagna vaccinale.

Il grafico seguente entra nel dettaglio del piano di spesa, includendo nella voce “altro” diverse misure di sostegno all’economia nazionale, ma anche alcuni progetti riguardanti le infrastrutture.

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Fonte: MarketWatch

American Rescue Plan Act: troppo generoso?

Diversi osservatori hanno giudicato l’American Rescue Plan Act voluto da Biden come troppo generoso.

L’economia USA è prevista in crescita di circa il 6% nel 2021, contro una media mondiale del 5,5%. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è previsto in discesa al 4,1%, dal 6,2% attuale e dal picco del 14,2% del 2020 (CNBC).

Il rischio di un piano di aiuti della portata di 1.900 miliardi, in un contesto di tassi bassi, risparmio privato alle stelle e disoccupazione in picchiata, è che l’economia si surriscaldi. Non a caso, i tassi di interesse per i bond governativi sono sotto pressione, con il mercato che inizia a scommettere su un ritorno dell’inflazione che potrebbe costringere le banche centrali ad aumentare i tassi d’interesse e “frenare” la crescita.

Leggi anche: 7 motivi per i quali l’inflazione sta tornando.

Le difficoltà legislative e le mani legate di Biden

D’altro canto, la struttura legislativa USA fa sì che vi siano scarse probabilità di approvare una legge in Senato con procedimento ordinario. È infatti concesso ai Repubblicani, all’opposizione, di fare ostruzionismo alzando il quorum a 60 senatori. L’appoggio dei soli Democratici non sarebbe quindi bastato al presidente Biden per approvare il piano di aiuti (i Dem al Senato sono 50).

Per procedere all’approvazione dell’American Rescue Plan Act da 1.900 miliardi di dollari si è quindi fatto ricorso ad un processo chiamato “riconciliazione”. La riconciliazione prevede il voto di 50 senatori (esattamente il numero dei Dem) e quello del presidente del Senato (Kamala Harris, Dem per l’appunto). Poiché tale processo può essere utilizzato in maniera ristretta, Biden ha deciso di concentrare nel pacchetto di aiuti quanti più punti possibile, in maniera da anticipare eventuali problemi legati a varianti del virus, difficoltà nel piano di vaccinazione, alcuni punti legati alla logistica e così via.

Nonostante le perplessità di alcuni economisti, gli Americani sembrano gradire l’American Rescue Plan Act voluto dai Democratici. Un recente sondaggio ha infatti messo in luce che il 68% dei cittadini USA supporta le misure previste dal piano di aiuti.

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